Kundalini: cos'è e come risvegliarla - Fiamme Gemelle

Aggiornato il: 6 ago 2019


Kundalini è un termine della lingua sanscrita adoperato originariamente in alcuni testi delle tradizioni tantriche per indicare quell'aspetto della Shakti presente nel corpo umano, l'energia divina che si ritiene risiedere in forma quiescente in ogni individuo. Il concetto di kundalini è stato ultimamente reso oggetto di interesse sia nella comunità medica, sia nei movimenti New Age.

La Kundalini è un’energia spirituale propria di tutti gli esseri umani ed il suo risveglio è necessario per entrare, sentire e vivere la meditazione. Come una madre si prende cura del suo bambino, la Kundalini si prende cura di noi in modo assolutamente puro e spontaneo.


"La Kundalini è solo pura luce di conoscenza, amore, compassione e attenzione. Ci sono tutte e tre queste cose in quell’energia. Noi conosciamo molte energie, come l’energia elettrica, conosciamo l’energia luminosa, conosciamo altre energie. Ma queste energie non possono pensare, non possono regolarsi, non possono lavorare da sole, devono essere governate da noi. Ma questa energia è essa stessa l’Energia Vivente e sa come governarsi da sola. Lei pensa."

Shri Mataji, Weilburg, Germania, 11 agosto 1992

Nella mitologia induista, l'universo è creato dalla combinazione delle due divinità Shiva e Shakti.

Il principio maschile, Shiva, viene indicato come la pura coscienza immanifesta. Esso rappresenta la benedizione e viene dipinto come un essere privo di forma, immerso in una profonda meditazione. Shiva è il potenziale divino inattivato eguale alla pura coscienza, separato dalle sue manifestazioni.

Si crede che Shiva risieda nel chakra sulla sommità della testa.

Shakti, la controparte femminile di questa coscienza inattiva, è colei che da la vita.

E' l'intera creazione e la madre dell'universo;

E' attraverso l'unione con Shakti che la coscienza di Shiva discende e permea l'universo con la divina coscienza.

Tra i mortali, la donna produce il bambino, ma solo con il seme dell'uomo.

Nello stesso modo Shakti produce l'universo ma solo con il "seme" della coscienza che viene da Shiva.

Ciascuno di queste deità ha la tendenza a muoversi verso l'altra.

Shakti, salendo dalla terra, viene descritta come " l'aspirazione divina dell'anima umana " mentre Shiva, che scende dall'alto, è "l'irresistibile attrazione della grazia divina" o manifestazione.

Essi esistono in un abbraccio eterno e fanno continuatamente l'amore, incapaci di esistere uno senza l'altra. L'eterno rapporto fra queste due deità include il mondo fenomenico che noi sperimentiamo e quello spirituale.


Tanto Shiva quanto Shakti risiedono dentro ciascuno di noi.

Ci basta praticare certi princìpi per permettere a queste forze di unirsi portandoci l'illuminazione, o la realizzazione della coscienza sepolta nella cosiddetta illusione.

Quando questo accade abbiamo, come dicono gli antichi insegnanti, l'arte, la saggezza e i poteri della creazione a portata di mano.

Si può dire che Shiva e Shakti rappresentino due correnti di energia che attraversano i chakra, una discendente e l'altra ascendente.

La corrente discendente, detta corrente manifestante, inizia nella coscienza pura e scende lungo i chakra fino al piano manifesto, diventando via via più densa ad ogni passo. Per produrre una commedia teatrale, ad esempio, dobbiamo partire da un'idea o da un concetto (chakra sette). Poi l'idea diventa un insieme di immagini (chakra sei), che possono venire comunicate agli altri sotto forma di storia (chakra cinque). A man mano che l'idea si sviluppa, e altri ne vengono coinvolti, si entra in una rete di relazioni che contribuiscono alla sua messa in scena (chakra quattro).

Le diamo la nostra volontà e la nostra energia (chakra tre), provando i movimenti e mettendone insieme gli elementi concettuali e fisici (chakra due), e infine la commedia si manifesta sul piano fisico (chakra uno) davanti al pubblico.

Così abbiamo preso la concezione estratta che era nata nel pensiero e l'abbiamo fatta scendere lungo i chakra per manifestarla. E' proprio questa via della manifestazione che si dice essere percorsa dalla gioia di vivere, o bhukti.

L'altra corrente, detta corrente liberatoria, ci fa uscire dai limiti del piano manifesto per raggiungere stati dell'essere più liberi e quindi più espansivi e globali.

Su questa strada, l'energia della materia viene liberata per diventare sempre più leggera a mano a mano che sale lungo gli elementi, espandendosi e trasformandosi in uno stato illimitato di essere puro.

Così, la terra solida perde la propria rigidità per diventare prima acqua, e poi l'energia del fuoco, l'espansione dell'aria, la vibrazione del suono, la radiazione della luce e l'astrazione del pensiero.

La corrente liberatoria è quella più spesso sottolineata nello studio dei chakra, perchè si crede che porti a una liberazione personale.

E' la strada attraverso la quale l'energia costretta e lenta acquista un graduale livello di libertà. Essa ci libera dalle abitudini vecchie e limitanti.

Per quanto riguarda la coscienza, è quella che ci permette di liberarci dai limiti del mondo fisico e di trovare un pò più ampio campo d'azione nei livelli più simbolici.

Ogni passo lungo la strada della liberazione comporta un ri-arrangiamento della materia e della coscienza, per produrre combinazioni più efficaci e ricche di energia, una dissoluzione nella nostra fonte primaria. Poichè ha origine nella parte inferiore, viene sospinta verso l'alto dai chakra inferiori (le nostre radici, i nostri visceri, i nostri desideri).

Benchè vittima di maggiori pregiudizi, la corrente rivolta verso il basso è egualmente importante, perchè ci permette di manifestarci.

Ogni passo verso il basso è un atto creativo, un atto di coscienza che opera delle scelte, e così porta verso la limitazione, permettendo la costrizione della libertà.

Grazie a tale costrizione, la forma astratta della coscienza trova un contenitore che le permette di condensarsi e di acquistare solidità. Nella corrente discendente, ciascun chakra può essere visto come un condensatore dell'energia cosmica.

Per manifestare, dobbiamo porre dei limiti. In altre parole, dobbiamo stabilire dei confini, essere specifici, definire forma e struttura.

La corrente liberatoria ci porta eccitazione, energia e novità, mentre la corrente discendente dona pace, grazia e stabilità. Perchè entrambe queste correnti siano complete, tutti i chakra devono essere aperti e attivi.

La liberazione senza limiti ci lascia sperduti e confusi. Possiamo anche avere delle idee straordinarie e un mucchio di nozioni, ma non siamo capaci di metterli i frutto e di completarle in una forma tangibile. D'altro canto, i limiti senza liberazione sono soffocanti e noiose.

Rimaniamo bloccati in schemi ripetitivi, aggrappandoci a ciò che ci offre sicurezza, e timorosi di ogni cambiamento. Perchè possiamo davvero essere completi, entrambe le correnti devono essere aperte e attive.

I chakra possono essere considerati come camere all'interno del corpo in cui queste due forze si mescolano in combinazioni diverse. Ogni chakra ha un diverso equilibrio di liberazione e manifestazione. Più si scende in basso nel Sistema, più forte è la velocità della corrente manifestante.

I chakra più elevati sono maggiormente influenzati dalla corrente liberatoria. Questa polarità di base è un elemento essenziale per comprendere il funzionamento del Sistema nel suo insieme.

LA KUNDALINI E I CHAKRA:

Quando Shakti risiede nel chakra di base, si riposa. Qui diventa il serpente arrotolato, Kundalini-Shakti, che si avvolge tre volte e mezza attorno al Shiva nel Muladhara.

In questa forma è il potenziale inerente nella materia, la forza femminile primordiale della creazione, e la forza evolutiva nella coscienza umana.

Nella maggior parte della gente rimane dormiente, tranquillamente addormentata nella sua dimora arrotolata alla base della spina dorsale. Il suo nome deriva dalla parola Kundala, che significa "avvolto".

Una volta risvegliata, questa dea si srotola e si arrampica verso l'alto, chakra dopo chakra, fino a raggiungere il chakra della corona che si trova sulla sommità della testa, dove spera di trovare Shiva che scende per incontrarla.

Attraversando ogni chakra, essa risveglia il chakra in questione nel suo soggetto.

Di fatto, vi è chi crede che solo la kundalini-Shakti sia in grado di aprire i chakra.

Se essa riesce a raggiungere il chakra della corona e a completare il proprio viaggio, si riunisce alla sua controparte, Shiva, la Coscienza Divina e da questa riunione consegue l'illuminazione o la beatitudine.

Vi sono molte persone che seguono il cammino spirituale in modo discontinuo e che vivono esperienze spontanee di emersione spirituale, alcune con veri e propri risvegli di Kundalini, per cui vale la pena di studiare un pò più a fondo questa forza così misteriosa e potente.

I movimenti e la strada seguiti da Kundalini sono assai vari. Comunemente Kundalini parte dalla base della spina dorsale e risale verso l'alto fino alla testa.

Questo movimento può essere accompagnato da scosse, spasmi o sensazioni di intenso calore e un senso di liberazione.

Ma i resoconti del risveglio della kundalini includono anche una simile attività che scende in basso a partire dalla testa o dall'ombelico.

Talvolta i sintomi della kundalini si manifestano nel giro di pochi secondi e poi svaniscono, oppure si presentano a intervalli di ore o di anni.

Altre volte i sintomi possono durare settimane, mesi o addirittura anni.

Kundalini è generalmente un'esperienza unica e possente che dà come risultato un profondo cambiamento di coscienza.

Questo cambiamento può essere sperimentato come una maggiore prontezza, conoscenza improvvisa, visioni, voci, una sensazione di leggerezza e di purezza del corpo, o un'estrema gioia.

Esistono le prove che produca un ritmo ondulatorio che stimola i centri del piacere nel cervello, dandoci lo "stato benedetto" tanto spesso descritto dai mistici.

Un'esperienza di Kundalini può non essere sempre piacevole.

Molti trovano grandissime difficoltà a vivere la loro vita terrena mentre Kundalini si muove lungo i loro chakra. Mentre kundalini si fa strada attraverso i blocchi, si possono avere problemi a dormire o provare disgusto per le energie associate ai chakra inferiori, come il cibo o il sesso. (Tuttavia esistono persone che hanno avuto un'intensa vita sessuale dopo il risveglio di kundalini).

Si può anche sperimentare una profonda depressione o paura nel guardare la vita attraverso gli occhi della Dea Serpente.

Essa è una forza che risana, anche se non è sempre delicata, via via che dalla realtà normale vengono eliminati i veli dell'illusione.

Se sperimentate risvegli spontanei di kundalini e non avete un maestro spirituale con cui lavorare, potete tranquillamente contattarmi tramite e-mail descrivendo tutte le vostre sensazioni.

Kundalini fa anche riferimento ai miti archetipici. Il serpente è sempre stato, nelle culture religiose, un simbolo che rappresenta l'illuminazione, l'immortalità e la strada che porta agli dèi. Nella Genesi, il serpente spinse Adamo ed Eva a gustare il frutto dell'albero della Conoscenza.

Questo simboleggia l'inizio di Kundalini, che crea l'incessante desiderio di comprensione, radicato però nel mondo materiale (la mela).

In Egitto, i faraoni portavano corone col simbolo del serpente sul terzo occhio per rappresentare la loro natura divina. Volevano rappresentare l'ascesa di kundalini?

Anche oggi il serpente si avvolge attorno il bastone, formando il moderno simbolo della guarigione, il caduceo.

Il caduceo imita chiaramente le spire di Ida e Pingala, le nadi centrali che attraversano i chakra e che circondano la Sushumna.


I serpenti intrecciati sono anche simboli dello schema a doppia elica del nostro DNA, il principale contenitore della vita.


Kundalini è un concetto universale per indicare una potentissima forza illuminante.

Ma si tratta anche di una forza ingannevole e imprevedibile; può portare intenso dolore, confusione e quella che di frequente il mondo chiama pazzia.

Tutto questo può essere o non essere accompagnato dagli aspetti più positivi elencati in precedenza.

Kundalini apre i chakra, e come in seguito all'apertura di tutte le celle di un carcere, essa può liberare tutto ciò che si trova al loro interno.

Può trattarsi di conoscenze ampliate o di esperienze, o magari di antichi traumi o di violenze che erano all'origine della chiusura del chakra.

La realtà è che Kundalini produce un profondo stato di coscienza, e questo può rendere molto difficile vivere in un mondo "non illuminato".

Non armonizza con quello che riteniamo vero, con le circostanze della nostra vita, o con lo stato fisico di purezza del corpo. Queste discrepanze provocano molti disagi, ma non sono sempre da evitare.

Kundalini come forza guaritrice, provoca il dolore solo quando incontra tensioni e impurità che non siamo pronti a liberare.

Apprendere ad aprire i chakra spiana la strada a Kundalini, che sarà perciò meno dolorosa.

Teoricamente, Kundalini produce una forza che favorisce l'apertura del chakra della corona. Poichè l'attività dei chakra può bloccare l'energia spinale, questo chakra è spesso il più difficile da raggiungere.

L'elevazione dell'energia ai chakra superiori avviene naturalmente e spontaneamente quando ci rilassiamo profondamente e prestiamo attenzione a tutti i nostri chakra. I tentativi di costringere l'energia a risalire risultano spesso in tensione e irritabilità verso coloro che ci circondano e che non stanno facendo la stessa cosa. Questo produce una forma di alienazione che, secondo me, equivale a una mancanza di illuminazione!

Un conto è cercare persone simili a noi per confrontarci e stare insieme, un altro conto è invece giudicare la vita delle altre persone solo perchè non stanno facendo il nostro stesso cammino.

Questo per farvi capire che ogni cosa ha il suo tempo e non si devono mai bruciare le tappe.

Ho conosciuto molte persone che intraprendono certi cammini spirituali, ma purtroppo non hanno imparato a trascendere l'Ego, e questo li porta a essere "pieni di sè".

Kundalini non è il risultato di una droga, ma della riorganizzazione della propria energia vitale, ecco perchè è fondamentale essere pronti.

E' un'esperienza unica e preziosa disponibile per coloro che cercano sinceramente una consapevolezza superiore.

Il dolore che incontriamo è costituito soltanto dalle nostre resistenze e dalle impurità che Kundalini deve bruciare prima di poter raggiungere il suo scopo.

Ora vediamo in che modo si può risvegliare:

1. Kundalini è scatenata da un maestro/guru:

Qualunque interazione con le altre persone ha luogo anche a livello dei chakra. Se interagiamo con persone in cui predominano i chakra inferiori, i nostri centri rispondono di conseguenza. Possiamo essere sminuiti da una simile interazione. Nello stesso modo, se ha luogo un'interazione che stimola i chakra superiori (come il contatto con colui che ha risvegliato la kundalini), questo nuovo flusso di energia può risvegliare il discepolo.

Per risvegliare la kundalini è necessario anche farsi aiutare da un maestro tramite tecniche specifiche particolari.

2. Kundalini è una forza sessuale:

La pratica del Tantra è un elaborato sistema sessuale yogico, il cui nucleo consiste nell'usare la sessualità per risvegliare kundalini e raggiungere così la trascendenza.

Le tecniche sessuali per il risveglio di kundalini possono variare dall'orgasmo prolungato alla totale astinenza. Si crede che kundalini o la sessualità siano mutamente esclusive, ma c'è anche chi ritiene che esse siano inestricabilmente legate fra di loro.


Curiositá:


La Kundalini è anche una forza chimica collegata al terzo occhio.

Il sesto chakra è generalmente associato alla ghiandola pineale.

Un composto chimico prodotto da questa ghiandola, detto melatonina, è responsabile della produzione di un aumento nelle capacità psichiche, sogni, visioni ed effetti allucinogeni.


E' anche il risultato di un ritmo vibrazionale del corpo.

Le linee ondulate della spina dorsale emettono ritmi collegati al battito cardiaco, alle onde cerebrali e agli schemi respiratori, stimolando vari centri del cervello.

Tutto questo può essere scatenato dalla meditazione, dal controllo del respiro o dal puro caso, come avviene con il risveglio spontaneo.

La Kundalini viene naturalmente prodotta dove esiste un canale libero e sbloccato che connette tutti i chakra.

Se i chakra sono considerati ingranaggi, allora kundalini è il movimento a serpentina dell'energia mentre essa si muove lungo di essi. In realtà, i chakra servono come inibitori di Kundalini, rallentandola in modo che possa essere ragionevolmente incanalata e le si impedisca di danneggiare l'organismo mortale in cui si manifesta.

Al nostro attuale stato di illuminazione, i chakra stessi non sono blocchi, ma gradini da superare; tuttavia a volte gli schemi irrisolti all'interno dei chakra possono bloccare questa forza vitale. Attraverso un'attenta comprensione del nostro personale sistema di chakra, possiamo essere in grado di utilizzare l'energia di Kundalini in maniera sicura e prevedibile.

Non si possono spiegare i chakra senza parlare della Kundalini. Questo perchè è la nostra essenza più pura. E' l'energia che ci connette alla terra e al cielo e mescola in continuazione la nostra energia femminile yin con quella maschile yang.

La Kundalini è fondamentale, anche per la connessione con le proprie anime gemelle e fiamme che argomenterò nel prossimo articolo.

Per qualsiasi spiegazione e aiuto sono disponibile, eseguo anche trattamenti e varie tecniche per risvegliare la propria kundalini e potenziarla in maniera dolce e delicata, anche a distanza.

Un bacio,


GIADA AGHI

Counselor Hypnoterapist - Ipnologa - Naturopata - Master PNL, Pnl3 e Quantum Psychology - Parapsicologa - Master Reiki Usui - Radiestesista - Master in risveglio della kundalini, sciamanesimo e riequilibrio chakra (e molto altro) - Techico chimico e biologico specializzato negli alimenti - manager delle relazioni commerciali.


©copyright naturopatia kundalini



Per ulteriori informazioni o domande, potete contattarmi tutti giorni su: Sito web: www.naturopatiakundalini.com



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