La liquirizia: proprietà, benefici e come utilizzarla in gravidanza


La liquirizia è una pianta erbacea perenne, alta fino a un metro, appartenente alla famiglia Fabaceae, nonché l'estratto vegetale ottenuto dalla bollitura della sua radice.


Ha molte proprietà benefiche per la nostra salute, assunta come semplice radice, in tisane o come ingrediente base nelle caramelle. Già le antiche civiltà egiziane, cinesi, indiane, greche e romane utilizzavano la liquirizia come rimedio naturale per molti disturbi.

Iniziamo a dire che già dalle radici si attinge una buona dose di magnesio. E’ rinfrescante, diuretica e con il suo sapore gradevole, riduce il desiderio di fumare. Fortemente consigliata per chi soffre di pressione bassa.

Questa preziosa radice è antinfiammatoria, bechica, depurativa, digestiva, espettorante, rinfrescante.

Ad uso interno si utilizza come antispasmodico e coadiuvante dei processi digestivi, in caso di bruciori di stomaco e gastriti, e nella cura di affezioni dell’apparato respiratorio. Come decotto in caso di ulcera duodenale in quanto protegge le mucose gastriche e ne accelera la guarigione.

Ad uso esterno, la radice da masticare è un buon emolliente e antinfiammatorio della bocca e delle gengive, calma le irritazioni della gola, schiarisce la voce e migliora l’alito. Trova impiego per la prevenzione e cura di gastriti, ulcere gastriche e duodenali, dalle ulcere da farmaci e da alcool, per contrastare le stipsi.


L’effetto antinfiammatorio è dovuto ai principi attivi della liquirizia, il più importante è la glicirizzina tra cui si associa l’effetto antispastico sulla muscolatura liscia, esercitato dai flavonoidi presenti nella radice e nell’estratto. In quantità elevate la liquirizia, a causa dell’acido glicirizzico in essa contenuto, può provocare ipertensione, ritenzione idrica, gonfiore al viso e alle caviglie, mal di testa e astenia.

Per questo se ne sconsiglia l’uso alle persone predisposte all’ipertensione e ad edemi, ai diabetici e con insufficienze epatiche e renali gravi.

In gravidanza può essere d’aiuto questa radice, visto che le problematiche possono essere molteplici, come nausee, mal di testa, mal di stomaco, difficoltà digestive, pressione bassa, ritenzione idrica, stasi linfatica. Si deve però, prestare particolare attenzione all’uso della liquirizia in gravidanza perché, contenendo la glicirizzina, va ad agire a livello placentare permettendo il passaggi di ormoni materni (glucorcorticoidi anche noti come “ormoni dello stress”) che sono dannosi per il bambino durante il suo sviluppo fetale e che altrimenti non potrebbero valicare questo importante filtro.

Questi ormoni vanno a compromettere le aree celebrali deputate al linguaggio, alle funzioni spaziali, alla memoria a lungo termine, interferendo quindi con il normale sviluppo cerebrale del bambino.

Quindi, quando si aspetta un bambino e si vogliono eliminare alcuni disturbi fastidiosi come la difficoltà digestiva o le nausee, la liquirizia può essere assunta solo a bassi dosaggi, non deve perciò essere utilizzata allo scopo di alzare la pressione perché servirebbero dei dosaggi più massicci.

Ma non creiamo allarmismi! Una liquirizia ogni tanto dopo i pasti per le donne in gravidanza, non ha nessuna controindicazione, purché il quantitativo non superi 300 mg a settimana.


Giada Aghi

Naturopata, Radiestesista, Master Reiki

www.naturopatiakundalini.com

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